Esce oggi, 9 novembre, “Appunti di un venditore di donne”(Baldini Castoldi Dalai, €20), il nuovo libro di Giorgio Faletti. Personaggio alquanto poliedrico – nella sua vita ha fatto e fa tuttora molte cose, tutte con ottimi risultati: comico agli esordi, presentatore televisivo, autore di testi per canzoni, cantante egli stesso, attore – dal 2002 è diventato anche scrittore di successo, con il libro “Io uccido”, che ha venduto oltre 4 milioni di copie nel mondo. Gli altri romanzi, “ Niente di vero tranne gli occhi” (2004), “ Fuori da un evidente destino” ( 2006), “Io sono Dio” ( 2009) hanno avuto eguale fortuna. I suoi libri sono tradotti in 25 lingue e pubblicati, oltre che in tutti gli stati d’Europa, anche in Sud America, in Cina, in Giappone, in Russia e, a partire dal mese di marzo 2007, negli Stati Uniti e nei paesi di lingua anglosassone.
Con questo lavoro, definito dal critico D’Orrico più intenso ed emozionate perfino del suo lavoro d’esordio, Faletti cambia decisamente atmosfera e agli scenari americani sostituisce, per la prima volta, quelli italiani. In particolare, parla della fine degli anni di piombo, della cupa primavera del’78 e del sequestro Moro, di una Milano che cerca lentamente di scrollarsi di dosso i suoi incubi e diventare la città spensierata e "da bere" degli anni ’80. Il tutto attraverso un personaggio che si chiama Bravo, traffica donne, s’inguaia con gangster, e cerca di sfuggire angosciosamente al proprio destino di braccato. Tra ristoranti di lusso, discoteche, e cabaret – citazione della giovinezza dell’autore – quest’uomo affascinante, reso cinico da una menomazione fisica inflittagli per uno sgarro conduce i suoi molti affari. Sempre più cacciato, dalla polizia, dalle organizzazioni terroristiche e criminali, si muove all’insegna dell’incomunicabilità con gli altri personaggi e per salvarsi potrà contare soltanto su sé stesso, cadendo alla fine in una storia più grande di lui.


