sabato 17 dicembre 2011

Aaa! di Aldo Busi

Aldo Busi è tra i personaggi più originali e controcorrente che ci siano oggi in Italia. Polemista di successo - basti pensare alla sua non antica partecipazione, nel 2010, all'Isola dei Famosi, che secondo lui vale come un Nobel - il talento non gli manca  neppure  come scrittore. Anche perché la sua opera, scritta nell'arco di una vita, vanta non meno di quaranta titoli. 
Aaa! (12 euro, Bompiani) suo ultimo libro, è uscito nel gennaio del 2010 e consta di tre lunghi racconti, di cui soltanto due completamente inediti: infatti il primo, dal titolo "Il Casto, sua moglie e l'innominabile" era già uscito per "Sentire le donne" (Bompiani, 2008) e qui appare in versione lievemente rivista.
Ho preso a prestito alcuni mesi fa, in biblioteca, il libro e l'ho trovato molto carino. Soprattutto, l'ho letto in fretta. 
Credo che non solo i racconti siano notevoli ma pure il linguaggio di Busi è quello che si pretende da uno scrittore: energico, corrosivo, pieno d'invenzioni, e corre sul binario di un italiano scintillante al quale non siamo forse più abituati. Le storie mi limito ad accennarle: nel primo racconto,  si descrive un funzionario del Vaticano e Busi dà sfogo alla sua vena notoriamente anticlericale e illuminista, con un'impietosa lucidità rispetto all'Italia di oggi; nel secondo si racconta di un ragazzo di vita, un'immigrato squattrinato ma a suo modo felice; nel terzo, che batte tutti per ironia, Busi si propone in qualità di damerino alla corte di Carla Bruni, con una lettera a cui certo non mancano brillantezza e humor

mercoledì 19 ottobre 2011

I pesci non chiudono gli occhi

E' uscito da qualche settimana, il nuovo libro di Erri de Luca "I pesci non chiudono gli occhi" (12 €, Feltrinelli, 112 pag.) Scrittore di grande qualità e molto prolifico, l'ultima opera era stata "E disse", all'inizio di quest'anno.
In una recente intervista, Erri de Luca ha presentato il nuovo  romanzo da Fabio Fazio, e l'ha un po' raccontato.  Il tema, o se si preferisce, il punto di partenza sono i ricordi, di un giubileo fa, li ha definiti lo scrittore. Che torna a sè stesso bambino e insieme già uomo, età del corpo e dell'anima scisse, la seconda più avanti del proprio involucro, all'età di dieci anni, sulla spiaggia di Ischia.
Qui l'incontro con un'altra bambina, un impegnativo dialogo sulla giustizia, e poi una lite con altri ragazzi sulla spiaggia. 
De Luca adotta il registro epico per dare forza al proprio racconto, ed è un acrobata di ragionamenti e di parole. I suoi libri partono da esperienze individuali ma riescono quasi sempre a raccontare  l'esperienza universale dell'uomo e dei popoli. C'è una sorta di misticismo silenzioso, nelle sue opere, e di stupore, che si portano dietro posti che non ci sono più e persone, dandogli però un colore speciale, malinconico. 
Molto bello anche il monologo con cui da Fazio ha raccontato di Napoli, di Lampedusa, della geografia di un'Italia che per lui non è stivale ma braccio proteso verso l'Africa, terra che dovrebbe facilitare i passaggi per condizione naturale storia, piuttosto che alzare barriere. Una lezione di civiltà, dentro una di poesia.