E' uscito da qualche settimana, il nuovo libro di Erri de Luca "I pesci non chiudono gli occhi" (12 €, Feltrinelli, 112 pag.) Scrittore di grande qualità e molto prolifico, l'ultima opera era stata "E disse", all'inizio di quest'anno.
In una recente intervista, Erri de Luca ha presentato il nuovo romanzo da Fabio Fazio, e l'ha un po' raccontato. Il tema, o se si preferisce, il punto di partenza sono i ricordi, di un giubileo fa, li ha definiti lo scrittore. Che torna a sè stesso bambino e insieme già uomo, età del corpo e dell'anima scisse, la seconda più avanti del proprio involucro, all'età di dieci anni, sulla spiaggia di Ischia.
Qui l'incontro con un'altra bambina, un impegnativo dialogo sulla giustizia, e poi una lite con altri ragazzi sulla spiaggia.
De Luca adotta il registro epico per dare forza al proprio racconto, ed è un acrobata di ragionamenti e di parole. I suoi libri partono da esperienze individuali ma riescono quasi sempre a raccontare l'esperienza universale dell'uomo e dei popoli. C'è una sorta di misticismo silenzioso, nelle sue opere, e di stupore, che si portano dietro posti che non ci sono più e persone, dandogli però un colore speciale, malinconico.
Molto bello anche il monologo con cui da Fazio ha raccontato di Napoli, di Lampedusa, della geografia di un'Italia che per lui non è stivale ma braccio proteso verso l'Africa, terra che dovrebbe facilitare i passaggi per condizione naturale storia, piuttosto che alzare barriere. Una lezione di civiltà, dentro una di poesia.
